Psoriasi cos’è e come curarla

admin | 14 Luglio 2019 | 1 | Salute

La psoriasi è un’infiammazione cronica e, spesso, recidiva che interessa la pelle in diverse zone. Di origine autoimmune, genetica o causata da altri fattori ambientali, questa malattia non è contagiosa ma può diventare persino invalidante nelle sue forme più aggressive.

Sintomatologia della psoriasi e problemi correlati

Come qualsiasi altra infiammazione, anche la psoriasi si manifesta con sintomi quali arrossamento, secchezza della cute, dolore e prurito.
Nei casi più gravi, sopraggiungono anche pustole (psoriasi pustolosa) o papule rosse e desquamate (psoriasi guttata).

Le zone più interessate dalla psoriasi sono spesso mani, gomiti, testa e in particolare il cuoio capelluto o persino i piedi e le unghie. 

La pelle appare arrossata, squamosa e tende letteralmente a staccarsi, provocando dolori facilmente immaginabili e potenziali infezioni. In fase di guarigione, però, l’epidermide tende a tornare alle condizioni originarie senza lasciare traccia. Come già accennato, le cause scatenanti della psoriasi possono essere svariate e non sempre individuabili con esattezza. Vi sono però fattori che possono esacerbare un quadro clinico già conclamato: obesità, infezioni virali come quella da streptococco o funginee, stress, reazioni allergiche o farmaci.

Come curare la psoriasi

A seconda dell’estensione delle zone interessate, la psoriasi viene definita come lieve, moderata o grave (in casi in cui sia presente su più del 10% del corpo).

Le cure per la psoriasi possono prevedere l’impiego di creme specifiche a base di vaselina da applicare localmente. Molte di queste pomate contengono altri elementi a effetto emolliente quali il magnesio, l’acido salicilico e cortisonici atti a ridurre l’infiammazione.

Un’altra terapia consiste nell’esposizione ai semplici raggi solari o a una vera e propria fototerapia con l’impiego di raggi UV di tipo B: per i suoi effetti collaterali, tra cui il meno grave è la cefalea e il più grave può essere persino il cancro cutaneo, viene però applicata limitatamente nel tempo.

Ultimamente sta prendendo piede una forma di medicina alternativa quantomeno curiosa, ovvero l’ittioterapia. Vengono utilizzati piccoli organismi marini, solitamente pesci di dimensioni ridotte, che ripuliscono la cute. Va prestata, però, estrema attenzione in quanto, tali organismi, potrebbero veicolare infezioni.

Qualora la patologia sia più importante e, soprattutto non risponda alle creme locali o alla fototerapia, bisognerà impiegare farmaci che rimodulino la risposta immunitaria (immunosoppressori) anche di origine biologica. Questi ultimi sono meno aggressivi a livello gastrico e quindi tollerati maggiormente, oltre a risultare più specifici di quelli di origine chimica.

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